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Il Progetto Acustico dello Studio Scene Music e la Visione Olistica della Produzione Musicale

La “mission” (e la sfida) dello studio Scene Music e del suo ideatore e proprietario Fabrizio Greco è stata di realizzare una struttura per la registrazione, il mix ed il mastering  che, considerando anche la posizione centrale della location, coniugasse le esigenze di massimo isolamento acustico, sia tra le sale che con gli ambienti confinanti, con una ottimizzazione del trattamento interno degli ambienti secondo gli standard più elevati sotto il profilo funzionale ed estetico.

Si è quindi proceduto ad una bonifica degli ambienti e, dopo la posa di malta autolivellante sul pavimento, si è realizzato un primo guscio insonorizzante con un sistema disaccoppiante, mediante tasselli in gomma e acciaio e profili in legno e alluminio, al quale sono stati ancorati diversi strati alternati di gessofibra e gomma ad alta densità e basso modulo visco-elastico.
All’interno di questo primo trattamento (notevolmente) isolante, per la regia e la sala ripresa si sono realizzate delle struttura autoportanti con orditura in abete lamellare  di sezione 12 cm, separate per ogni sala e rivestite con diversi strati di gessofibra e gomma disaccoppiante.

Il pavimento flottante all’interno di ogni ambiente, inclusa la sala macchine, è stato realizzato con tasselli in gomma naturale e fibra di vetro, con una cavità d’aria all’interno, che, ottimizzati per il carico medio  sul pavimento dello studio, consentono una frequenza di risonanza infra-sonica, e quindi inudibile, del sistema, oltre a garantire la tenuta dell’elasticità nel tempo.
All’ interno delle strutture autoportanti di regia e sala ripresa principale,  e all’interno del trattamento acustico della sala d’ingresso, utilizzata sia per l’ascolto che per la ripresa, (e con una acustica più simile ad un ambiente domestico non trattato), l’ottimizzazione della propagazione sonora si è ottenuta con l’utilizzo di  diffusori in legni acustici, a “reticolo di diffrazione” comunemente detti  di Schroeder (sia QRD, a resto quadratico, che PRD, a radice primitiva), e  curvi  forati “a reticolo d’ampiezza a schema binario” anche denominati di Angus, alternati a fibra in kenaf naturale rivestito con tessuto elastico ignifugo, ancorato con profili a incastro, per una rapida ed efficace sostituzione  dello stesso per usura o macchie accidentali.

Le porte acustiche in alluminio di alto spessore  e vetro-camera di 42 mm, due per ogni passaggio tra le sale e tra la regia e la sala macchine, hanno consentito, con una particolare posa in opera, di ottenere un isolamento tra le sale contigue superiore a 65 dBA e tra le sale e gli ambienti confinanti superiore a  80 dBA, conservando il passaggio della luce naturale esterna fino alla regia.
L’impianto di aerazione e controllo del livello di umidità, installato con utilizzo di plenum specifici e rivestimento isolante delle tubazioni, non aggiunge alcun rumore agli ambienti.
L’impianto elettrico è stato realizzato con linee dirette per ogni presa e interruttore, ognuna attivabile autonomamente sul quadro elettrico generale nella sala macchine, per ridurre al minimo eventuali inconvenienti,  con una rapida identificazione di eventuali sorgenti di rumore.

I cablaggi e la fornitura delle attrezzature audio sono stati effettuati da un’ azienda specializzata (Funky Junk Roma) con cavi e connettori di alta qualità, secondo le specifiche del committente e del progettista.

E’ stata installata una patch bay con collegamenti diretti che consente il collegamento di tutte le attrezzature tra loro, in ogni configurazione possibile.
Per quanto riguarda la “filosofia” audio/video complessiva, si è concepito con la committenza un sistema avanzato e innovativo in cui, con ingombri non invasivi acusticamente, si sono affiancate le migliori attrezzature per il mastering ai migliori pre-amplificatori e microfoni per la ripresa di voci e strumenti, con l’utilizzo del controller multi-piattaforma A/V Smart in fase di recording e mix  e di un Mac Pro con 12 processori, 64 GB di ram e scheda Avid HD Native.

Anche per quanto riguarda i convertitori AD/DA  si è scelta la qualità senza compromessi di Prism Sound e Forsell.
Gli ascolti sono Barefoot, Atc 25 ed Avant Tone.

Il risultato finale non può a questo punto essere ulteriormente descritto ma soltanto ascoltato.

Per quanto riguarda la funzione acustica dei diffusori di Schroeder  negli ambienti  di produzione e riproduzione del suono, in sintesi si può affermare che dagli inizi degli anni ’80, partendo da studi relativi alla diffrazione della luce, si è verificato che delle scanalature, sia di tipo “a greca” (unidimensionali) che “a pozzi” (bidimensionali)  con profondità che seguono determinate formule matematiche, con modulo alto (molte profondità diverse), e che non si ripetono troppo periodicamente, determinano l’ottimizzazione della spazialità (ampiezza della scena sonora) e  dell’immagine sonora (la dimensione che assume ogni strumento nel panorama stereofonico o multi-canale).

Ciò avviene in quanto un ascolto bilanciato in più punti dell’ambiente si verifica soltanto in presenza del cosiddetto “campo diffuso”, caratterizzato da una casualità di propagazione e una distribuzione omogenea dell’energia sonora, possibilmente in un’ampia banda di frequenze, che includa anche le frequenze medio-basse dai 150-200 Hz in su, o almeno le frequenze medie e medio-alte, da 500 Hz a 4 Khz.

Inoltre, il suono diffuso dovrebbe arrivare al punto di ripresa (microfono) o d’ascolto con un ritardo di almeno 12-15 ms rispetto all’ arrivo del suono diretto, così da rafforzare l’energia e l’intelligibilità invece di creare sommatorie e annullamenti di fase tra suono diretto e suono riflesso (o diffuso), la qual cosa si verifica in modo molto evidente con superfici piane rigide posizionate a breve distanza dal punto di ripresa o d’ascolto. Naturalmente occorre considerare anche la direttività del microfono o della sorgente sonora, per cui ad esempio un vetro di separazione tra regia e sala ripresa non influirà sulla ripresa di un microfono in configurazione “cardioide” rivolto verso la parete assorbente (o diffusiva) opposta al vetro, e lo stesso può dirsi dei monitor audio rivolti verso la parete posteriore della regia, rispetto al vetro di separazione a breve distanza alle loro spalle.

Anche la tipologia dei materiali utilizzati per la realizzazione dei diffusori è importante, per ottenere un suono diffuso bilanciato armonicamente alle diverse frequenze, come lo è nella realizzazione degli strumenti musicali acustici di qualità.

I diffusori di Schroeder hanno la funzione ulteriore di incrementare lo spazio acustico degli ambienti in cui sono installati, in quanto la superficie complessiva  riflettente-diffusiva  è  da quattro a sette volte maggiore di quella di un pannello piano rigido, in quanto occorre calcolare tutte le superfici dei separatori (nei diffusori unidimensionali) e delle facce dei parallelepipedi (nei diffusori bidimensionali). Considerando inoltre che il coefficiente di assorbimento medio di un legno di media densità è di circa 0,1 su un’ampia banda di frequenze, e che le onde sonore irradiate dai diffusori sono “rimbalzate” sulle superfici interne dei separatori (o dei parallelepipedi), ne deriva anche un coefficiente di assorbimento medio tra 0,2 e 0,3 che risulta più naturale ed omogeneo di quello che si ottiene con l’utilizzo esclusivo di materiali porosi (fibre sintetiche o naturali). Infine c’è da ricordare che i diffusori a reticolo di diffrazione, a differenza dei diffusori-assorbitori  forati a reticolo d’ampiezza a schema binario, producono anche un ritardo nel tempo di arrivo delle onde diffuse dalle diverse profondità delle cavità, oltre alla dispersione spaziale. D’altronde i diffusori-assorbitori forati curvi presentano caratteristiche  di notevole assorbimento diaframmatico a frequenze inferiori ai 400 Hz e di diffusione sopra i 400 Hz, il che risulta molto utile per assorbire l’ eccesso di risonanze modali negli angoli senza assorbire anche le frequenze medio-alte, come avviene con i comuni materiali porosi a sezione triangolare posizionati negli angoli.

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